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​CONTATTI

© Antonio De Nardis

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Via Setina di Ceriara, 135

04015 Priverno (LT)

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Some of my latest works

Per qualsiasi informazione sulle opere non esitate a contattarmi tramite l'apposito modulo dei contatti o tramite Whatsapp

 

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La condizione umana: Onde, 2026. Acrilico su tela 60x80x2 cm.
 

 

 

Ritorniamo 
Come le onde
Sempre uguali e diversi
Con fatica conquistiamo la riva
Per poi ritirarci nell'infinito 

 

A.DeNardis*RUSSELL*

 

Linguaggi: come non capirsi,  2026.  Acrilico su tela  (fondo materico)

1) Protasi. 40x40x1,6 cm. 2) Peripezia. 40x60x1,6 cm. 3) Scioglimento. 40x40x1,6 cm

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1. Protàsi
​Acrilico su tela sabbiata, 40x40x1,6 cm
​Qui espongo le premesse del mio racconto astratto. Le forme sono definite, quasi assiomatiche; i colori stabiliscono un perimetro di ordine apparente. Su questa superficie sottile inizio il confronto con la materia sabbiata, stendendo il colore con rigore, consapevole che la quiete della composizione è solo la preparazione al nodo che seguirà. pennellate si fanno più rabbiose e frammentate; è qui che il pennello si sacrifica e si consuma sulla grana della sabbia, traducendo la tensione del litigio domestico in un ammasso plastico di energia cromatica.

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2. Nodo o Peripezia

 ​Acrilico su tela sabbiata, 40x60x3,5 cm ​È il cuore del mio intervento, il punto in cui la logica si scontra con l'attrito della realtà. Ho scelto una tela più grande e profonda perché il conflitto è ingombrante: esce dal muro, invade lo spazio. In questa fase le mie pennellate si fanno più rabbiose e frammentate; è qui che il pennello si sacrifica e si consuma sulla grana della sabbia, traducendo l'urlo e la tensione del litigio domestico in un ammasso plastico di energia cromatica.

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3. Scioglimento
​Acrilico su tela sabbiata, 40x40x1,6 cm
​Torno alla misura iniziale per chiudere la dimostrazione. Lo scioglimento non è un ritorno al silenzio, ma una nuova configurazione che integra la ferita del nodo. Le forme tornano a distendersi, trovando una loro quadratura finale. La lucidatura sigilla il gesto, trasformando l'impulso nato da un post-it in un oggetto definitivo, pronto per essere osservato nella sua immobilità.

 

penna biro in azione dopo gli stimoli ricevuti nella visita al castello dei Conti di Ceccano (FR)…la tentazione di tipizzare le categorie umane attraverso le maschere della commedia dell'arte mi venne successivamente, dopo aver letto la biografia di Severini…(…tempo de L'Effort  Moderne, Nuove edizioni Enrico Vallecchi, 1968)

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"Scherzo" sul tema del castello, 2025 
Acrilico su tavola con fondo materico 80x60x0,8 cm (collezione privata) 

Nel 2017, durante una visita guidata al Castello dei Conti di Ceccano (FR), una frase mi si "incastrò" nella memoria: “...muratura a scarpa...”. Ne scaturi immediatamente un'immagine: l’essere umano che, pur di prevaricare, conquistare, si accontenta anche della cima di una scarpa. 
Il quadro nasce come scherzo, ma forse non lo è. Restituire un vuoto, decostruzione del castello, luogo che fu fortezza, carcere (fino al 1973), teatro di scandali, ora muta testimonianza di conflitti. 
Ho cercato di restituirne alcune peculiarità come la base inclinata che respinge e protegge, la via d’accesso curva, pensata per disperdere l’energia di una carica frontale, l’ottagono tanto apprezzato dai contemporanei in cerca di simbologie "facili", la data 1973, quando il carcere chiuse i battenti lasciando dietro di sé silenzi e scritte sui muri, le presenze oscure che ancora abitano le pieghe del luogo.
Evocativo e, in un certo qual modo, ironico, il quadro è anche memoria. Scherzo, sì. Ma sul serio.

 

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penna biro e taccuino. Bozze di un quadro molto attuale…

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Istruzioni per la resurrezione: Lo spirito della guerra, 2025. Acrilico su tela 60x80x1,6 cm.

Una chiesa assediata dal fuoco. In alto il pianto silenzioso di un vecchio. Una mostruosa presenza non meglio identificata, intarsiata sullo sfondo, avanza sganciando ordigni, uova di morte. Appoggiato al campanile un uomo nudo, rannicchiato su se stesso è il simbolo di un’umanità che ha perso tutto, anche la propria umanità... L’aquilone che porta, fragile e leggero, contrapposto al cupo mostro che avanza seminando distruzione è il simbolo della nostra impotenza. Questo è lo spirito della guerra.

 

Crisi esistenziali e come “fermarle”…

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Distruzione e Rinascita: Palingenesi gusto cocomero, 2025. Acrilico su tela 60x80x1,6 cm.

Una tela. 
Un fondo grossolanamente materico.
Nichilismo (quanto basta). 
Ecco gli ingredienti per un quadro estivo e rinfrescante dal titolo che invita a nascere di nuovo, ma solo dopo una più o meno accurata, distruzione. Distruzione non intesa come fine ma apertura a nuovi scenari...
Amo i fondi materici e questo lo è particolarmente. Soglia sensoriale e quasi simbolica dove si incontrano memorie e materia. L’occhio si perde tra rilievi e interstizi: In questo smarrimento si troverà forse una rinascita?
Il cocomero è, alla pari del sifone del lavello che perde, uno dei pensieri che si insinuano nella mente impegnata in altro ma diviene quasi un rito estivo tra ironia e realtà. 
Per la Distruzione siamo a posto. La Rinascita al prossimo quadro (se tutto va bene).

 

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Paesaggio con fichi d’india , 2025. Acrilico su tela con fondo materico 50×50×1,6 cm .

“L’occhio non vede cose ma figure di cose che significano altre cose.”  
Da Le città invisibili, 1972. Italo Calvino. 

...I fichi d’India, discreti e tenaci in basso a sinistra, sono simbolo di radicamento e memoria, di appartenenza. Una visione più diretta ma filtrata da una geometrizzazione cromatica che struttura lo spazio con "rigore poetico" ci conferma che anche la nostra percezione visiva è un processo interpretativo. Un’opera che dialoga con la realtà, e forse ne crea altre tante quanti sono gli occhi che guardano ma che continua a svelare ciò che non appare...


 

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Paesaggi albanesi: Il grattacielo, 2025. Acrilico su tela con fondo materico, 50x50x1,6 cm

Un’opera che racconta il contrasto tra ambizione e realtà. Un grattacielo con bar girevole svetta tra costruzioni modeste, muri sormontati da cocci e un albero che, piegato alla necessità, regge i cavi dell’illuminazione pubblica. Architetture in conflitto, simboli di una tensione urbana e sociale: il desiderio collettivo di modernità si innesta su un tessuto fragile, fatto di soluzioni provvisorie e memorie resistenti.
(Considerazioni da una visita a Tirana, 2015)


 

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Paesaggi albanesi: Tirana, mercato, 2025. Acrilico su tela con fondo materico, 50x50x1,6 cm

...rimasi colpito dalla coesistenza tra forme di aggregazione spontanea come il mercato sulla strada, vivo e pulsante, e i grattacieli sullo sfondo, simboli di una modernità che avanza rapidamente. Un contrasto urbano che racconta di una società e una città in trasformazione.
(Considerazioni da una visita a Tirana, 2015)


 


 

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La fine dell'aquilone, 2025. Acrilico su tela (fondo materico) 100x80x2 cm.

Riflessione simbolica sull'esistenza e sul destino innescata da un fatto di cronaca: un incidente in deltaplano. L'aquilone, leggero e libero per antonomasia che si ritrova intrappolato in una ragnatela, metafora del fato e dei vincoli che l'essere umano incontra nel tentativo di elevarsi dalla propria condizione, sognare, sfuggire alla pesantezza dell'esistenza (...anni fa avrebbero scritto "dal male di vivere"). 
Ma, già da come si evince dal titolo dell'opera, si vede la caduta, la sconfitta dell'uomo e, soprattutto,  la fine dell'illusione della libertà imbrigliata nei limiti, troppo angusti, della realtà. La ragnatela è saldamente attaccata alle piante che emergono dai laghetti che insieme al profilo del monte Circeo sullo sfondo legano in qualche modo l'opera al territorio mutandolo in un passaggio familiare e onirico nel contempo.
Da Circeo a Circo il passo è breve. Il tendone del circo continua l'allegoria: simbolo della vita umana come artificio e spettacolo, contiene un occhio che osserva la scena, la coscienza dell'uomo, forse dello spettatore chiamato a riflettere sul senso del tutto...
Infine la Tigre, che voci davano per vagante nei dintorni di Priverno dopo la fuga da un circo e che, come immagine, è entrata nel flusso di coscienza. 
Le formiche, voraci esecutrici del destino che trattiene e consuma...


 


 

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L'aquilone, 2025. Acrilico su tela con fondo materico. 70x30x1,6 cm.
 

“La città non è una semplice somma di edifici, ma un insieme di ricordi, desideri e sogni. Non un semplice spazio fisico...” (Parafrasando Italo Calvino, Le citta invisibili)
...ma, a dirla tutta, l'aquilone vola più in alto.
 


 


 

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penne biro policrome per provare a  fissare le sensazioni provate.

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Attitudini: Gli intrusi, 2025. Acrilico su tela 50x70x1,6 cm.
Non mi piace
essere in compagnia dei miei pensieri
forse neanche io piaccio a loro
hanno la loro vita
forse i loro pensieri
sono proiezioni notturne
prorompono nella mente
come i rumori mattutini della casa al risveglio
effimeri messaggeri della vita che fluisce.
Ecco il giorno.

da una nota critica inviatami sul mio canale broadcast di whatsapp:

…Questa mattina, grande è la proposta, grandi e profondi i tuoi pensieri, che mi hanno coinvolta.
L'intensità dell'opera, i colori, i motivi, le linee, riflettono tutti la tua incursione nell'esistente, i tuoi disagi, il camminare nell' instancabile avventura umana.Lo spazio interiore viene a riflettere con grande continuità il linguaggio pittorico, il  miracoloso "soffio" della tua arte, del tuo lavoro.
Un "acrilico" pregnante nella sua interezza, che di svuota dell'aspetto figurale per far emergere segni e motivi pittorici essenziali, ma incisi, immersi nella magnifica tonalità dei colori.

M.M.
 


 

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Anatomia di una lacrima, 2025. Acrilico su tela (fondo sabbiato) 50x70x1,6 cm.
Dolori, rimpianti delusioni...tutto si fa materia e, solo allora, ci scorre addosso.
 


 

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Attitudini: Le tre del mattino, 2025. Acrilico su tela (fondo sabbiato) 50x70x1,6 cm. Capita di svegliarsi verso quest'ora e non avere nulla di meglio da fare che assaporare il coacervo di sensazioni residuo dei pensieri del giorno prima e l'immancabile reflusso. Le letture certo non aiutano se non a popolare la mente di immaginifici babirussa serpentiformi (...e tristi) ed altrettanto fantastiche elefantesse allucinate...

di seguito una nota critica inviatami sul mio canale broadcast di whatsapp:

Buonasera  Antonio.
Ecco un'altra opera da ammirare per farsi sorprendere dalla tua fantasia, dal tuo straordinario subconscio, dal tuo estro d' artista, che si manifesta  nelle più diverse modalità per catturare l'immediatezza di parole, visioni appena raccolte quasi sul far del mattino e.... luminose trame di colore, occhi perduti nel profondo sentire, dove il pensiero riposa.
Ecco un'altra opera da scoprire, custodire nella ormai celebre avventura artistica di te, Antonio, che estraniandoti dal puro estetismo lasci spazio a riflessioni e verità nascoste, all'ascolto di sé e del vivere oggi.

M.M.
 


 

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Il Natale del Gatto Azzurro, 2024. Acrilico su tela 50x70x1,6 cm.  I passatempi preferiti dei felini. Di qualunque colore. 

Di seguito alcuni commenti dal gruppo Arte, Arte y mas Arte:

 

"Maravillosa pintura..figuras que se repiten con cierta simetría..me ha encantado..ese ojo azul..que atrapa al igual que un gato a sus presas..súper amigo Antonio..muchas gracias..."
M. A. D. O.

"El gato azul nos da la impresión de un símbolo de la curiosidad y la exploración, representando la búsqueda de la aventura y la diversión. Y la La Navidad es vista como un símbolo de la celebración y la alegría, representando la conexión con la familia y los amigos."
E. V.
 

 

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(Nessuna) Pace in terra, 2024. Acrilico su tela (fondo materico) 50x70x1,6 cm.

Pensieri sulla situazione globale contingente

Il quadro è realizzato su tela gr. 380.

 

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penne biro policrome, non una scelta …piuttosto la curiosità di provarle. I colori dell'opera compiuta non sono molto dissimili.

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Giramenti, ansie (e rotture varie), 2024. Acrilico su tela (fondo materico) 50x70x1,6 cm.

Come il precedente “Pensieri sparsi (e non sempre piacevoli)” è un quadro autobiografico. Rendere graficamente i propri stati d'animo può far star meglio, permettere di analizzarne le dinamiche in maniera piu' distaccata, ma non ne elimina le cause…però, credetemi, mi diverte.

Il quadro è realizzato su tela gr. 380.

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penne biro policrome usate seguendo il “momento”

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Pensieri sparsi (e non sempre piacevoli), 2024. Acrilico su tela (fondo materico) 50x70x1,6 cm.

Riflessioni sulla vita, una sorta di autoritratto interiore. Spendiamo tutta l'esistenza a capire e diventare ciò che siamo e non sempre ci riusciamo...A interrompere il corso dei pensieri qualche oggetto di uso comune come un orologio, ci riporta in regioni più contingenti

Il quadro è realizzato su tela gr. 380.

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La prima idea, la traccia seguita…

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Riflessioni su un vaso (da giorno), 2024.  Acrilico su tela (fondo materico)50x70x1,6 cm. (collezione privata). Giornate come le altre. L'attenzione si focalizza su un oggetto qualunque e lo rende il centro, o perlomeno protagonista, dei nostri pensieri e delle nostre fantasticherie. Inutile dire che questo accade quando i nostri pensieri non sono contigui alla realtà....

Il quadro è realizzato su tela gr. 380.

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il mangiatore di chiocciole, 2024. Acrilico su tela 50x70x1,6cm. (collezione privata).
Possono piacere o meno ma è innegabile che sono un legame con l'antico.
La spirale del loro guscio è un simbolo antico e universale d'amore e di crescita..
Nella cultura celtica la spirale è stata associata all'amore e alla connessione 
spirituale, rappresenta l'energia che scorre attraverso l'universo e connette tutte le cose.
Il quadro è realizzato su tela gr. 380 montata su telaio con fondo trattato a sabbia di fiume.

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Il giocatore assente, 2024. Acrilico su tela 50x70x1,8 cm.
Un'opera che allude al cambiamento, al cambio delle regole da una generazione all'altra.
Forse il giocatore è fuggito vista l'impossibilità o l'inutilità di continuare il gioco, forse deve ancora arrivare per giocare secondo nuove regole.
Tratto da un vecchio bozzetto che aveva già dato vita ad un altro quadro, il suo ritrovamento mi ha portato a riflettere e riconsiderare il suo reale significato in parte "tradito" dal quadro precedente.
Il quadro è realizzato su tela 326 gr/mq. Fondo trattato a sabbia di fiume, finitura lucida.

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Penna  biro per fissare le prime immagini

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La mia ombra, 2023. Acrilico su tela 50x70x1,6 cm.
La mia ombra è un altro me stesso, la somma di tutte le mie esperienze. Quella di E.A.Poe aveva la sua dimora "nelle catacombe di Tolemaide", la mia ovunque ci sia sole. Predilige i complessi industriali dismessi, le ville abbandonate ancora piene di oggetti di uso quotidiano, memento di vite passate (...ma si, un po urbex). Ma solo dove c'è luce ci può essere ombra...
Opera dipinta su telaio telato sp.1,6 cm, tela gr.380.

...dopo aver assaporato quell'interessante riflessione di Antonio De Nardis, provo ad approfondire la sua pittura di una creazione singolare, tanto emotiva quanto razionale.
“L’Ombra” o in questo caso “La Mia Ombra” è stato un tema della psicologia junghiana che ci mette a confronto con noi stessi in ogni momento. A volte lo notiamo. Altri no.
Qui, occhi grandi e piccoli, molto daliani, onirici, totalmente surreali - un tema che non potrebbe essere espresso in altro modo - ci mostrano l'artista e la sua ombra.
Scrutare l'insondabile con quegli occhi grandi, luminosi e pieni di lacrime. Un altro opaco sul lato oscuro. Scheletri di pesci che vomitano vermi dalla bocca; arlecchini sul bordo di una scogliera rendono l'opera qualcosa di davvero unico per il titolo e il tema che affronta. Conseguente. Pieno.
Le sue forme, e non per questo prive di contenuto, ci portano a un interessante ibrido tra il surreale e il cubista. Il volto sezionato fuori prospettiva sconfina nell'astrazione kandynskiana. Sento che la distribuzione e l'armonia del colore sono razionali. È il disegno che ordina l'effusione del sentimento.
Ottimo lavoro collega De Nardis.
Congratulazioni!
Nota critica di OrozcoCampos Arte Literatura Vida, esperto del gruppo Arte,arteymasarte

 

21/01/2025 opera selezionata per la Biennale di Salerno 2025

 

30/01/2025, la copia dell'opera esposta nella collettiva “Cromatismo por la

 Paz”, è stata donata all'Università di Guayaquil, Ecuador

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Opera sul tema della libertà e relativo appunto da taccuino in punta di penna biro…
 

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Recinti (il gallo), 2024. Acrilico su tela 50x70x1,6cm. (collezione privata)
Piccola riflessione domenicale: Chiusi nei nostri recinti, ideologici, fisici, psichici...cerchiamo sempre di evaderne a patto di potervi ritornare. Non percepiamo altra realtà
che quella che ci viene proposta, proiettata sulla rete del recinto. I recinti, dai sacri confini della patria ai testi sacri di qualunque religione. I confini o qualsiasi altra delimitazione territoriale, ideologica o religiosa 
sono sempre stati la causa prima dei conflitti. Basterebbe, come diceva qualcuno, "uno sguardo verso il cielo"....Il quadro è realizzato su tela gr. 380.
 

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Realtà scomposte, 2024. Acrilico su tela 60x60x3,5 cm (fondo sabbiato).

Fatti veri o presunti, accaduti o sentiti raccontare, voci sentite e vita vissuta. La realtà come la percepiamo si smonta e ricompone dentro di noi.  
Tutto si mescola, smonta e divide dando di fatto vita ad un'altra realtà più personale e forse liberatoria.
L'opera è realizzata su telaio telato Gallery Maxi, gr/mq 335 (grana media).
 

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Aspetti anche minimi dell'esistenza che forse sarebbero spariti anche dalla memoria, come un aperitivo al bar, vivono oramai di vita propria in virtù dellimmancabile taccuino

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La barista, 2023. Acrilico su tela 50x70x1,6 cm. (collezione privata)
l'occasione di prendere un aperitivo, sprofondato in considerazioni del tutto aliene dal contesto di cui si è parte. Tutto quello che ci circonda sembra uguale, invariabile. Perso in pensieri introspettivi  vado alla ricerca di qualcosa che rompa la monotonia, che si riallacci in qualche modo ai miei
pensieri...in una dimensione parallela tra Lovecraft e lo Spritz
 

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Porta che si apre, 2020. Acrilico su tela 50x80x1,6 cm. 
Un periodo, quello del COVID-19, che ci ha portato a confrontarci con noi stessi, ma dal confronto ne siamo usciti con le ossa rotte.

La porta che si apre dopo il primo lockdown ci consente di uscire ed interrompere l'infruttuoso confronto.
 

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Senza Titolo, 2021. Acrilico su tela 50x70x1,8 cm. 
I postumi di un concerto con musiche di L.Berio

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Stufa a legna, 2020. Acrilico su tela 50x70x1,6 cm. 
Un periodo, quello del COVID-19, che ci ha portato a confrontarci con noi stessi, ripensando, magari, vecchi quadri…
 

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Attesa al pronto soccorso, 2020. Acrilico su tela 50x70x1,6 cm. 
Frammenti di vita vissuta, anche nelle sale d'aspetto dei pronto soccorso…e diffidate dei salatini dei distributori automatici.

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Penne biro, prvalentemente nere (anche se non disdegno altri colori) fissano le idee su pagine di taccuini poco tecnologici

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Autoritratto con occhiali da sole, 2020. Acrilico su tela 50x70x1,6 cm. 
Il periodo scandito dal COVID-19 ha evidenziato le nostre fragilità e la necessità, per alcuni, di scavare dentro loro stessi per arrivare all'essenza…

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schizzi che mirano a fissare l'idea, la visione in quello specifico istante e saranno, se tutto va bene, in seguito sviluppati…

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…a tu per tu con la modella.

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Il chitarrista, 2018. Acrilico su tela 50x70x1,6 cm. (fondo materico) (collezione privata)
Un dopo concerto di musica per chitarra….

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Pop-Art, 2018. Acrilico su tavola 50x60x1cm. 
Angosce dalla piazza di Priverno (LT). Donazione alla Pro-Loco Priverno APS

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Spazio, 2023. Acrilico su tavola 49,7x70x0,7 cm. 
l'essere umano ha sempre cercato di valicare i confini, anche quelli più estremi alla ricerca di altri mondi per soddisfare la sua voglia di conquista. La conquista dello spazio è stata il teatro di una sfida sullo sfondo della guerra fredda. Scoperta di altri mondi e di altre civiltà, più o meno progredite. Si parla da anni di visite di extraterrestri e proprio queste hanno dato la partenza per questo quadro...
l'opera è realizzata su tela di lino incollata su tavola di compensato riciclata (mi piace dare una seconda chance) da 0,7 cm, la base è a pomice media e la finitura lucida.

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Il chitarrista, 2019. Acrilico su tela 50x70x1,6 cm. (collezione privata)
Un dopo concerto di musica per chitarra….

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La cognizione del dolore , 2018. Acrilico su tela 90x60x1,6 cm.  (collezione privata)

 Una lettura: C’è un punto nel quadro, o forse ce ne sono diversi, che sembrano risucchiarti... forse nell’abisso di quella osservazione si risveglia la cognizione del dolore. (M.Fantozzi)
 

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Autoritratto con cappello, 2017. Acrilico su tela, dimensioni 50x35x1,6 cm. Rappresentazione di speranze, aspirazioni e tendenze in un autoritratto interiore.
 

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Bungalows, 2017. Acrilico su tela  60x40x1,6 cm. Ricordo di un tempo trascorso al mare, in un campeggio situato tra Terracina e Fondi. Tra montagne e mare, tra storia e presente. Pur non essendo un grande estimatore del mare, fui colpito dalla disposizione geometrica dei bungalow, che creavano, e ancora creano, una griglia rigida di casette di cemento lungo una delle coste più incantevoli del mondo. La mia unica forma di ribellione fu esprimere attraverso la pittura il mio disappunto per la mancanza di organicità di tale struttura.
 

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Biciclette al sole+serra+recinto, 2017. Acrilico su tavola telata 60x50x1 cm. (collezione privata) 

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Addentriamoci un poco nel processo creativo: schizzi che mirano a fissare l'idea e non a prevedere come sarà il quadro del resto questo è lo scopo dei taccuini e delle penne biro che consumo quotidianamente. Per quallo ci sarà tempo. Presentare l'opera compiuta significa saltare le fasi della genesi creativa, dei ripensamenti, e questo rende tutto troppo "categorico"

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Alle montagne della follia , 2021. Acrilico su tela 50x70x6,5 cm. Ispirato all'omonimo racconto breve di Lovecraft, il testo parla di prospettive assurde e visioni improbabili.
 

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Circo, 2018. Acrilico su tela 90x60x1,6 cm Tra donne cannone atipiche, elefanti decostruiti e vuote parvenze di sagome feroci (per tacer della motosega onirica). Donazione a “Un Museo Per la Matematica”, Priverno, via San Giorgio.

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Vista simultanea di Castro dei Volsci (FR), 2017. Acrilico su tela 90x60x1,6 cm (collezione privata).

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Il caffè di Zoe, 2020. Acrilico su tela 50x70x1,6 cm Eravamo in molti a prendere il caffè quel giorno….

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Vita vissuta e da vivere si intersecano in quest'opera fin dalla sua ideazione, in quel di Matera (2019)

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Il cavaliere inesistente, 2019. Acrilico su tela 80x60x1,6 cm. (collezione privata) Ispirato all'opera di Calvino. Forse uno dei tanti sistemi per sfuggire al male di vivere…

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Il monociclista, 2019. Acrilico su tela 80x60x1,6 cm. La “seconda puntata del precedente”. Come sfuggire alle inquietudini quotidiane, non già un sistema o un metodo ma piuttosto una metafora. 
Non è semplice preservare (a patto che si abbia) la propria serenità ma ci si può provare. Gran parte in questo quadro ha avuto la musica dei Soft Machine, gruppo di rock psichedelico 
di qualche decennio fa....

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Presentata in un contesto “istituzionale” presso il Museo Archeologico di Priverno (LT) dove dialoga contrapponendosi con la statua dell'imperatore Claudio

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La tempesta, 2017. Acrilico su tavola 50x60x1 cm. Situazioni che riportano alla mente il testo di una canzone. Vederla apparire e scomparire in un lampo.

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L'insistenza, 2017. Acrilico su tavola 62x50x0,6 cm. (collezione privata)...assorti in altre occupazioni, anche un insetto (non meglio precisato) che batte ritmicamente sul vetro della finestra acquista una certa importanza. Diventa il ritmo dei nostri pensieri. Quasi ci si immedesima…

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Interno di vecchia falegnameria, 2014. Acrilico su tavola telata 70x42x0,6 cm. Interno di vecchia falegnameria con pennello da colla e lische di vecchi ombrelli (per tacer del diluente). Quadro realizzato con materiali recuperati dalla suddetta falegnamerie, dalla tavola ai colori.

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Litigio tra lampadina e lavatrice, 2019. Acrilico su tela 60x40x1,6 cm (collezione privata)…discussione tra i nostri amici elettrodomestici. Piccolo omaggio a Claude Cahun.

Altro schizzo in punta di penna biro

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Assenze, 2020. Acrilico su tela 50x70x1,6 cm (collezione privata) Eventi non avvenuti.

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La Fine, 2016. Acrilico su tela 60x50x1,6 cm (collezione privata)  Eventi che segnano e ai quali si fatica a dare un “dopo”…

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Vista del monte Circeo dalla via Francigena, 2018. Acrilico su tela con fondo materico 60x30x1,6 cm (collezione privata)  

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Il Sassofonista occulto, 2019. Acrilico su tavola 50x35x0,5 cm (collezione privata)  

Dialogo tra vaso strabico e sassofonista occulto seguendo una linea (dis)continua tra memoria e psichedelia…

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